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Il destino davanti

Chiara aveva scelto la sua meta non certo il suo destino, quello non è opzionabile, non lo si può nemmeno prenotare, quando dice lui, che piaccia o no, succede e basta.

Fantasticandoci su, la sorte è come quando uno pensa di avere azzeccato finalmente la risposta giusta per poi accorgersi improvvisamente che era invece sbagliata la domanda; se si è fortunati e restano tempo, energia e intraprendenza, si può “partire” ancora per esplorare nuove “mete” e tentare di capirle, rincorrendo altri perché, ma molto spesso capire resta solo un tentativo.

Destinazione e destino trattengono talvolta in comune ben più che l’etimo, fuse, intrecciate in una propria fatale semantica. Chissà perché Chiara aveva preferito proprio Napoli tra tante altre destinazioni, cos’è che sperava di trovarci, quale idea si era fatta, cosa si accingeva a visitare, che cosa avrebbe raccontato di Napoli ai suoi amici, quali pensieri andava immaginando e di cosa rideva col suo moroso mentre camminava per strada tranquilla, se ha potuto intuire ciò che le stava accadendo, sentire il sibilo ferale che l’ha colpita. Chissà se aveva fatto in tempo a scoprire qualche parola del nostro dialetto, ad imparare che a Napoli il destino lo chiamiamo “a ciorta”. E’ un vocabolo strano, difficilmente traducibile perché racchiude in sé sfaccettature multiple ed ambigue, un misto tra fortuna (sfacciata o dannata che sia), scaramanzia, inconscio, aspettativa e fato. Un poeta dei giorni nostri, il Prof. Roberto Vecchioni, nel suo libro “Tra il silenzio e il tuono” dice che “Il destino è un fiume sotterraneo che scorre parallelamente alla vita: ogni tanto emerge e allora ci sommerge e ci chiediamo: ma perché proprio a me? oh, sì, solo a te, perché quel fiume è tuo e c’era anche quando non lo vedevi”. Chiara Jaconis (https://www.passnews.it/2024/09/18/si-apre-il-caso-chiara-jaconis/) è tornata a casa, a Padova la sua città, che l’ha accolta con una fiaccolata che ne ha preceduto i funerali; Chiara è comunque una figlia acquisita di Napoli. “Atlantico on tour” è un album dal vivo di Marco Mengoni pubblicato nel 2019. Una traccia (delicatissima) contenuta nell’album, descrive, attraverso metafore di viaggi esplorativi interiori, l’accettazione dell’ignoto, l’affrontare le incertezze della vita, riconoscendone, verso la fine del brano, la natura transitoria. Per Mengoni il destino “Non è una questione morale, ma puramente casuale, Dannatamente immorale, ma immoralmente casuale”, la storia di Chiara e le altre simili ad essa sembra proprio incardinata in questi versi, il brano è “Il destino davanti”.

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